Bollettino di marzo 2015 e amenità assortite e HULLY GULLY

Dunque abbiamo concluso il primo giretto di presentazione di Crudité (non essendo un gruppo serio di quelli che suonano sempre non parleremmo di tournée, tutto sommato). È andato tutto molto bene, ci siamo divertiti, abbiamo condiviso il palco e la tavola con amici vecchi e nuovi. Li ringraziamo tutti: Lele per l’organizzazione e l’ospitalità e la sagacia nel trovare la strada di casa dopo il concerto, i ragazzi del LiNC e i loro brindisi obbligatori a base di rum e caffè cubano; Pietro nostro anfitrione a Como (Cantù) e Danilo e gli altri ragazzi che hanno organizzato la serata al laghetto, e i Leeches e gli Animal Boy che l’hanno animata; la compa della BloodySound e del Dong a Recanati: sempre cari; Milvio e l’XM24 tutto che ormai tornarci è come essere a casa e speriamo che la registrazione del concerto sia venuta bene così stampiamo il triplo vinile live. Daje Sor Braciola.

Grazie a chi è venuto a sentirci, a ballare e ad applaudire, ma grazie davvero.

Il prossimo concerto è a Piacenza, al Baciccia. Per l’occasione vi chiederemmo una cosa: imparate l’Hully Gully e ballatecelo tutti insieme durante qualche pezzo. Dai, è facile.

In effetti dei ringraziamenti ci starebbero bene

Perciò, dopo questa settimana di concerti che ci ha visti letteralmente tornare alla vita (musicale) dopo un anno un po’ così, grazie alla cricca dello United Club, in special modo Macno e Mario – che è stato come un padre nei momenti più difficili della nottata; e poi Zagor Camillas e la sua pesaresità giunta fino a Senigallia, dalla Cira al Macondo; un salutone alla banda del Marinaiogaio che abbiamo rivisto dopo un bel po’; Claudia e il Sinister Noise, soprattutto per la doppia pastasciutta e il quintuplo letto; i meravigliosi itrani, con la promessa che presto torneremo, e registreremo nella pietra; e infine lo Scalo San Donato, Le Arti Malandrine, i bolognesi e non che si sono fatti beffe della neve e sono venuti a sentirci malgrado il tempaccio, alla conclusione del giro (qui e qui qualche istantanea bruttarella di cos’è stato).

Un ringraziamento super-super-speciale va al nostro, nostrissimo Marco Bosu che ancora una volta ci ha scarrozzati e accuditi (e ha pure aggiustato un furgone con quattro stuzzicadenti: davvero!).

Ci vediamo tra un dieci giorni a Bologna.