Di ritorno

La premessa è che cercheremo di usare un po’ più spesso questo sito/blog. Ci siamo impigriti e lasciati sedurre dalla velocità e dagli automatismi di Facebook, e questo non è bello – specie da quando Facebook chiede soldi in cambio della garanzia che tutti i tuoi “apprezzatori” leggano quello che scrivi. Quindi, due parole sull’ultimo minitour le scriviamo qui, non là.

Intanto è andato tutto bene, i concerti, le trasferte, il caldo, il freddo la pioggia. Grazie a Lele Smartz & soci che ci hanno aperto le porte della Cantina, grazie a chi ha avvertito che intorno era pieno di posti di blocco; grazie a Corrado e allo staff di Skin Fantasies che ci hanno custodito parte della strumentazione prima che partissimo a Venezia; grazie a Diego, Francesca, Capitan Harlock e la banda del Morion, che ci hanno aiutato ad asciugarci (con la stufetta e con le felpe) dopo la traversata lagunare sotto un acquazzone allucinante – grazie anche a Andrea che ci ha portato una tuta in più, sempre per non morire di umido; grazie ai ragazzi del Bruno per l’accoglienza e l’ospitalità, e speriamo che non passino altri cinque anni prima di tornare.

Più di tutti dobbiamo ringraziare Paolo che ci ha scarrozzati in giro e sopportati nelle situazioni più grottesche.

Domani Halloween, poi se tutto va come vorremmo sarà un inverno discograficamente scoppiettante.

In effetti dei ringraziamenti ci starebbero bene

Perciò, dopo questa settimana di concerti che ci ha visti letteralmente tornare alla vita (musicale) dopo un anno un po’ così, grazie alla cricca dello United Club, in special modo Macno e Mario – che è stato come un padre nei momenti più difficili della nottata; e poi Zagor Camillas e la sua pesaresità giunta fino a Senigallia, dalla Cira al Macondo; un salutone alla banda del Marinaiogaio che abbiamo rivisto dopo un bel po’; Claudia e il Sinister Noise, soprattutto per la doppia pastasciutta e il quintuplo letto; i meravigliosi itrani, con la promessa che presto torneremo, e registreremo nella pietra; e infine lo Scalo San Donato, Le Arti Malandrine, i bolognesi e non che si sono fatti beffe della neve e sono venuti a sentirci malgrado il tempaccio, alla conclusione del giro (qui e qui qualche istantanea bruttarella di cos’è stato).

Un ringraziamento super-super-speciale va al nostro, nostrissimo Marco Bosu che ancora una volta ci ha scarrozzati e accuditi (e ha pure aggiustato un furgone con quattro stuzzicadenti: davvero!).

Ci vediamo tra un dieci giorni a Bologna.