Programmi progetti burrasche

Abbiamo suonato poco, nelle ultime settimane, ma è piovuto tanto, e quando non è piovuto ci hanno mandati sul palco alle tre del mattino (non è record, ma si piazza ai primi posti). Comunque grazie a chi ci ha dato la corrente elettrica, le birre e i soldi e gli applausi, e arrivederci ai prossimi concerti, pochi ma affollati. Per esempio il 30 luglio suoniamo a Elettrozolla con tanti fratelli, per la precisione Camillas, Turù e Brace, e non è detto che non saltino fuori robette come questa:

In effetti dei ringraziamenti ci starebbero bene

Perciò, dopo questa settimana di concerti che ci ha visti letteralmente tornare alla vita (musicale) dopo un anno un po’ così, grazie alla cricca dello United Club, in special modo Macno e Mario – che è stato come un padre nei momenti più difficili della nottata; e poi Zagor Camillas e la sua pesaresità giunta fino a Senigallia, dalla Cira al Macondo; un salutone alla banda del Marinaiogaio che abbiamo rivisto dopo un bel po’; Claudia e il Sinister Noise, soprattutto per la doppia pastasciutta e il quintuplo letto; i meravigliosi itrani, con la promessa che presto torneremo, e registreremo nella pietra; e infine lo Scalo San Donato, Le Arti Malandrine, i bolognesi e non che si sono fatti beffe della neve e sono venuti a sentirci malgrado il tempaccio, alla conclusione del giro (qui e qui qualche istantanea bruttarella di cos’è stato).

Un ringraziamento super-super-speciale va al nostro, nostrissimo Marco Bosu che ancora una volta ci ha scarrozzati e accuditi (e ha pure aggiustato un furgone con quattro stuzzicadenti: davvero!).

Ci vediamo tra un dieci giorni a Bologna.

Più di un demo, meno di un disco

(Forse sapete già di cosa si tratta)

Venti anni di gita scolastica è meno di un disco: l’abbiamo registrato in una sera, reduci da pranzi pasquali e da uno spuntino a base di cinese d’asporto, improvvisando il novanta per cento dei pezzi al momento e arrangiandoli seduta stante, senza sovraincisioni, senza correzioni.

Ma Venti anni di gita scolastica è anche più di un semplice demo di roba registrata a caso, come facevamo da giovani: per immortalarlo siamo andati in studio e ci siamo fatti microfonare per bene. In più, visto quanto poco costa ormai stampare i dischi, ne abbiamo approntato una versione semiseria, con Cd di fabbrica (niente Cd-r) e bustina regolare. Però resterà un’edizione leggermente fuori dai canali ufficiali: si comprerà soltanto ai nostri concerti (vedi qui per il programma di gennaio, e non è detto che il 2011 non ci riveda in pista come ai vecchi tempi dopo un annetto di pausa) oppure tramite Le Arti Malandrine, l’etichetta che gentilmente ci dà una mano con la produzione esecutiva.

Restate sintonizzati, ché le novità non finiscono qui.

Svegliatevi!

È bastato un concerto per farci svegliare almeno un pochino dal letargo: domenica è stato un piacere di quelli grandi suonare e veder suonare amici e fratelli e pubblico amichevole e fraterno. Abbiamo davvero lasciato un po’ di cuore – e il seggiolino della batteria – al Bloom. La morale è che ci abbiamo preso gusto e ai progetti futuri (registrare un disco hardcore in un pomeriggio, scialacquare non so quanti soldi al ristorante) ne abbiamo aggiunto uno: un CONCERTO, venerdì 19 marzo, nel nord Italia. Presto vi comunicheremo dove e con chi, ma si parla di gente che conosciamo molto, molto bene.

Non ci siamo ma ci siamo

Cioè, non suoniamo dal vivo ma ciò che suoniamo dal vivo risuona nell’etere webbofonico: a questo link trovate la registrazione del recente (ultimo, L’ULTIMO?) concerto in terra svizzera, più una lucidissima e interessante intervista ai sottoscritti. Grazie enormi, ancora una volta, a Fat Noise + Radio Gwen.

Trallallà.

Ci siamo dentro solo per la birra

Va sempre a finire così: pensi che il palco sia alto a sufficienza (20 centimetri, non di più) da scansare i facinorosi pieni di entusiasmo e birra-ferentes, invece no: il commento di Cristio secondo cui “in Svizzera italiana avete il gene della festa” si è rivelato azzeccatissimo, dopo che il Murrayfield di Chiasso si è trasformato in un piccolo Maracanà. Quindi grazie a chi ha organizzato (i magnifici di Fat Noise e Radio Gwen – a proposito, abbiamo anche registrato un’autointervista surreale, non so quando andrà in onda) è intervenuto, a chi ha cantato e ballato, e pure a chi ha rovesciato l’immancabile birra sul palco.

E adesso? E adesso ci prendiamo almeno un paio di mesi sabbatici in cui non faremo NIENTE. Uno di noi è appena partito per l’Africa, tornato lui un altro se ne va in Estremo Oriente, quindi fino a febbraio saremo fermi, fermissimi, immobili a riposarci (o magari a fare altro, in altre forme, con altri nomi, chissà).

Ciao ciao.

Fusione

È ciò che è avvenuto domenica al Quasi Quasi Festival, all’Arci I Vizi del Pellicano di Fosdondo: costretti dagli eventi (inizio slittato di un’ora, costruzione-ricostruzione del palco difficile dopo un soundcheck tuttavia chirurgico), abbiamo mescolato le carte con I Camillas, e il rischio ha pagato, e con gli interessi: i due Fratelli Pordenon-Pesaresi hanno iniziato con una trentina di minuti della Loro Musica, poi ci siamo aggiunti noi per far esplodere la loro “Gigante”, poi abbiamo sciorinato una sventolata di pezzi noi, poi i Due si sono inseriti nel nostro corpo per un’inedita “Black Power” con tastiere e un “Primo giorno di scuola” dance-wave. In seguito, dissoltisi Ruben e Zagor, abbiamo portato a compimento la nostra scaletta e acceso altri fuochi artificiali di nuovo corroborati dai Gemelli Adriatici, e sono state “Gianbattista Vico” e “L’amico dell’amico” in forma di lunghi e psichedelici treni funky. A quel punto il mostro a sei teste era inscindibile, e ha intonato “Il gioco della palla”, esafonica e inarrestabile, e poi “Mare Spera” a cappella in mezzo al pubblico. Poi “Motorino” e la versione rock de “La canzone del pane” hanno segnato il commiato del nostro Cantante Chris e la ripresa della cloche dell’aereo X-Marillas da parte dei due Marchigiani, che hanno condotto una “Bisonte” x-marilliana e una “Gina” in imprevista resa quattroquarti batteristica. Eclissatici noi, sono stati ancora Ruben e Zagor a menare le danze e chiuderle, circa un’ora e cinquanta minuti dopo l’inizio. Chi c’era sostiene che sia stata la più completa fusione X-Marillas da che tale entità esiste.

Il tutto è stato registrato in video e audio, e contiamo di diffonderlo quanto prima.

A presto.