Microfilm #1

Durante il giro di marzo 2009 abbiamo voluto fare gli artistoidi. Quindi niente foto o riprese dei concerti ma un mini-documentario non montato e letteralmente improvvisato fatto di spezzoni di minimo 4 massimo 30 secondi di tempi morti, cazzeggio e chiacchiere, per mostrare cosa succede nel 90% del tempo in cui si va in giro a suonare.

Questa la prima parte.

[In sottofondo: Duran Duran, zZz, varie radio]

Di ritorno

È sempre difficilissimo scrivere in poche righe non stucchevoli tutti i ringraziamenti di rito dopo un giro di concerti. Questa volta lo è più che mai, perché nelle ultime due settimane non c’è stata una serata storta, e anche i pochi guai capitati li abbiamo superati brillantemente. Quindi, Grazie a tutti coloro che ci hanno consentito di suonare e/o ospitato nei giorni scorsi – in particolare, senza che gli altri se ne abbiano a male, ci terremmo a ringraziare Milvio, Nico e i ragazzi dell’XM24 che ci hanno costretti a uno dei concerti più lunghi e intensi di sempre; Mauro, Fabio e la cricca di Itri, per noi una vera e propria isola felice (d’altra parte, fra briganti ci si intende); Claudia per averci fatto da guida/balia a Roma e per aver messo in piedi un memorabile lunedì sera al Sinister Noise.

Prossimamente un piccolo cadeaux: non foto ma meno di venti minuti di filmatini per raccontare cos’è successo prima e dopo ogni concerto.

E sabato in concerto al Taurus di Ciriè (TO).

Tappe

Primo troncone del giro promozionale di marzo: abbiamo suonato, sbagliato strade, dormito al caldo e al freddo, venduto dischi, venduto magliette, parlato e riso di niente per ore, giocato a tombola, rivisto amici, conosciuto amici nuovi, delirato con un neon rosso negli occhi, delirato davanti a un video di Demetrio Stratos, mangiato all’autogrill, mangiato in trattoria, scambiato il Campari per Ginger, imparato cos’è il rebirthing, suonato senza impianto, suonato con un super impianto, imparato le armonie vocali di “Black Power”.

Oggi la carovana riparte.

Il nostro prossimo album si intitolerà “Grossi Castrati del Seicento”.

Visto e considerato che

…Jeanluc D reduce dell’Indocina era ancora affossato dal jet-lag; il soundcheck è avvenuto con tre controfigure su quattro x-mary (grazie toto, psico, brace); Jeanluc F era scombinato causa piada mangiata in fretta e vomitata; il palco era alto e piuttosto lontano dal pubblico; non suonavamo in formazione-tipo da ottobre e non abbiamo fatto prove; visto e considerato tutto questo direi che al Velvet, sabato sera, è andata più che bene. Se poi al tutto aggiungiamo due mega session psich-electro in mescolanza X-Marillas, il bilancio è in positivo pieno.

Grazie e complimenti, al solito, alla banda Tafuzzy che è riuscita a organizzare una Cosa Seria in un Locale Grande e malgrado la coincidenza di altri eventi mondani, a farla funzionare.

Ora noi scaldiamo i motori, che mercoledì parte la prima tranche della tournée di presentazione di Tutto Bano, al Kluster Pub di Frugarolo (AL).

A proposito di venerdì al Cox18

È filato tutto così liscio (scaletta, durata concerti, cambi palco suoni, affluenza, qualità delle esibizioni) da non poterci quasi credere. Grazie a tutta la gente del Conchetta, a Mirko che ci ha coinvolti e a tutti gli altri, che anziché chiedere o sperare di poter “fare qualcosa che serva” l’hanno fatto.

Altro traslochino

Allora: MySpace è bruttino da vedere, bruttino da gestire, pesante da aprire, zeppo di pubblicità, ti lascia caricare massimo sei mp3. Virb.com invece risulta molto più semplice da gestire e snello da leggere, ti lascia caricare tutti gli mp3 che vuoi e non è deturpato da pubblicità giovaniliste e roba del genere. Pertanto stiamo trasferendo tutto il “contenuto” musicale attualmente su MySpace sulla pagina in costruzione (al momento ci sono una decina di mp3, l’idea è quella di metterne a disposizione in ascolto gratuito almeno una ventina) http://www.virb.com/xmary

(L’account MySpace per ora non chiude, ma sappiate che le novità musicali non finiranno più lì sopra – e di novità, fra qualche settimana, ce ne saranno, sissignore).