Per esempio, quando diciamo che ci piacciono Madonna o la house music, non è questione di atteggiamento: quello che ci piace ci piace, e quello che ci fa schifo ci fa schifo, anche se magari è roba che fa figo dire di ascoltare o apprezzare (tipo certi filmacci, discacci e via dicendo). Come dire, una piccola precisazione prima di annunciare che finalmente ho traslocato tutti gli Lp qui a casetta nostra in via Ricetto, e tra essi ho ritrovato e riascoltato con piacere "Introducing the Hardline according to Terence Trent D’Arby". Un disco della madonna, del pop soul fatto coi controcazzi che vi invito ad ascoltare in questa triste estate che ancora non ci ha regalato un tormentone degno di tal nome (ah, i bei tempi di Jenny from the Block…). A parte i singoli spaziali "Wishing Well", "Dance Little Sister" e robetta del genere, nell’album del buon Terence (che attualmente vive a Milano e incide con il nome di Sananda Maitreya) non c’è un riempitivo, è tutto godibile dal primo all’ultimo pezzo e fa ballare anche i sassi, quando ci si mette. E mo’ copio pure il testo strappalacrime:

Fortunately you have got
someone who relies on you
we startes out as friends
but the thought of you just caves me in
the symptoms are so deep
it’s much too late to turn away
we started out as friends

sign your name
across my heart 
I want you to be my baby
sign your name
across my heart
i want you to be my lady

etc.

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