LIGURIA TRIP – PRIMA PARTE


È servita una domenica sera di riposo totale per riprendere le energie dopo un weekend mica male – trattavasi della prima trasferta “seria” degli X-Mary come li conoscete oggi, con tutti i pro e i contro del caso.


Venerdì Genova: suoniamo al CSA Pinelli, uno di quei centri sociali gestiti un po’ alla cazzo, nel senso che il posto è grande, ci si potrebbero fare un sacco di cose, ma il ‘gruppo’ che ci sta dietro sembra non sbattersi più di tanto: il capannone che ospita il centro è rattoppato e fa un FREDDO DELLA MADONNA, c’è un casino di polvere (leggi: sporco) in giro, e appena arrivati (in orario, tra l’altro) ci chiediamo dove dormiremo, terrorizzati. Nel forno dove fanno la “pizza autoprodotta”? (e che, il fornaio qui all’angolo non la autoproduce? riceve finanziamenti dallo stato? è eticamente e politicamente sbagliato, in ottica hc antagonista, fare il panettiere non autoprodotto?) Per terra sul palco dal quale i gruppi che ci precedono (tre formazioni che spaziano nell’hardcore con risultati alterni, così così i primi, bravi gli altri, di cui ricordo però solo i Noinfo di Torino che colgo l’occasione per salutare) fanno alzare nubi di polvere degne del Sahara?


Questi interrogativi ci accompagnano mentre ammazziamo il tempo a colpi di birra e altro, in attesa di suonare. Nel frattempo, il posto si svuota (bella solidarietà: ho suonato, quindi del resto della serata non mi frega più un cazzo e me ne vado, assieme ai quattro amici che mi sono portato), e noi saliamo sul palco verso la una e mezza. Non capiamo una mazza di quel che suoniamo: l’unica spia è piccola e malfunzionante, l’ampli della chitarra è collegato al mixer IN DIRETTA, senza microfono, il che mi impedisce di alzare il volume a più di 0,05. Suoniamo a memoria, facciamo le nostre quattro cazzate, i pochi presenti apprezzano e ci facciamo due risate assieme dopo il concerto.


Poi, torna l’incertezza: dove dormiamo?
Colpo di genio: nella ROULOTTE SVENTRATA che c’è in cortile! (seguiranno foto!)
Due colpi di scopa e tanta buona volontà, e i sacchi a pelo sono pronti ad accoglierci (vestiti, of course).


Avremmo passato anche un’ottima nottata, se a cinque metri da noi non ci fosse stato il canile municipale.
Mai dormito con duecento cani che ABBAIANO ININTERROTTAMENTE dall’alba all’ora di pranzo (ovviamente dopo essere andati a letto alle quattro)?


(fine prima parte)




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